Qual è stato l'impatto del coronavirus sul turismo? Scopiamolo insieme in questo articolo che analizza gli ultimi dati.

Il panico da coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano e l'impatto è a doppio senso, in entrata e in uscita. Da Israele che blocca i passeggeri provenienti dal Bel Paese, alla Russia che interrompe la vendita dei pacchetti per la penisola; da Wizz Air che cancella i voli per il Nord Italia, all'Eritrea che mette in quarantena i connazionali in arrivo, il nostro Paese rischia davvero un isolamento dai devastanti impatti economici.

Secondo le prime stime effettuate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, il calo di presenze in Italia nel 2020 sarà pari almeno a 260 mln, circa il 60% in meno dello scorso anno. La stima prende in considerazione il movimento ufficiale che normalmente si registra nelle strutture ricettive accreditate e prevede una graduale ripresa dei viaggi tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021

Uno tsunami che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore: è il possibile effetto del Coronavirus, o Covid 19, sul turismo italiano.

La perdita di spesa turistica sarà pari a quasi 30 mld di euro e toccherà non solo il settore ricettivo ma anche la ristorazione, il commercio in generale e i trasporti: queste 3 categorie da sole registrerebbero infatti un calo di spesa di oltre 14 mld.

Aiuti statali, accesso rapido ai prestiti, aiuti fiscali dalle PMI agli operatori economici di tutte le dimensioni, protezioni dei lavoratori: sono alcune delle iniziative chieste dal “Manifesto Europeo per il Turismo” lanciato da ETC-European Travel Commission e rivolto all’Europa e ai singoli governi.

Nei prossimi 3 mesi 22 mln di presenze in meno

L'impatto del coronavirus sul settore del turismo in Italia potrebbe far registrare, nel prossimo trimestre, circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro. È il dato fornito da Confturismo. A comportare effetti pesantissimi per l'economia del turismo nazionale è, secondo Confturismo, la psicosi collettiva generata anche da una comunicazione spesso allarmistica e fuorviante, oltre che dai provvedimenti restrittivi introdotti.

Ma a fare ancora più paura è il trend di evoluzione - sottolinea - per troppi giorni è mancata una comunicazione corretta sulla reale portata dell'infezione, sui rischi effettivi di contagio, sulle conseguenze, mentre chiusure o anche solo limitazioni alle attività commerciali in aree enormi del Paese hanno accresciuto il panico. Danneggiando fortemente l'immagine dell'Italia all'estero.